Le patologie traumatiche e deg. della spalla – Faenza e Forlì – 20/21 Novembre 2015

350,00

Le patologie traumatiche e degenerative della spalla

Informazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 20,5
Data:  20 – 21 Novembre 2015
Location: Parte Teorica: Forlì – Parte Pratica: Faenza
Destinatari: Fisioterapisti

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Nelle patologie degenerative con forte usura dei tessuti molli, spesso l’obiettivo principale è rappresentato dall’eliminazione del dolore (importanti deficit della cuffia, possono limitare l’elevazione sopra i 60°), mentre nelle patologie traumatiche, qualora non sia trascorso un lungo periodo tra l’esordio traumatico e l’intervento chirurgico, si può ottenere un buon recupero del movimento attivo, in associazione alla riduzione del dolore.

In tutti i casi, la riabilitazione risulta lunga e complessa ed il dolore post-operatorio possibile. Il paziente deve essere informato preventivamente di questi aspetti e dell’ipotetico recupero della funzionalità (strettamente legato alla qualità dei tessuti), allo scopo di non creare false aspettative. Il lungo periodo riabilitativo, l’eventuale dolore, i lenti progressi possono destabilizzare le forti motivazioni del paziente, le quali devono essere sempre presenti e continuamente stimolate.

La tecnica artrotomica prevede la tenotomia parziale della parte superiore del tendine del gran pettorale, la sezione del sottoscapolare e della capsula articolare sottostante.
A livello riabilitativo, ciò si riflette nel più cauto recupero dell’extrarotazione passiva, per il rispetto delle suture anteriori e nel più lento ritorno della forza in intrarotazione.

L’uso della cementazione del canale e, in caso di artroprotesi, della cementazione della glena, per le caratteristiche che il cemento presenta (forte resistenza alla compressione e scarsa resistenza alla trazione), sconsigliano l’attuazione delle tecniche di pompage articolare (almeno per il primo mese post-chirurgico).

Descrizione

Brochure-Spalla-Informazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 20,5
Data:  20 – 21 Novembre 2015
Location: Parte Teorica: Forlì – Parte Pratica: Faenza
Destinatari: Fisioterapisti

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Nelle patologie degenerative con forte usura dei tessuti molli, spesso l’obiettivo principale è rappresentato dall’eliminazione del dolore (importanti deficit della cuffia, possono limitare l’elevazione sopra i 60°), mentre nelle patologie traumatiche, qualora non sia trascorso un lungo periodo tra l’esordio traumatico e l’intervento chirurgico, si può ottenere un buon recupero del movimento attivo, in associazione alla riduzione del dolore. In tutti i casi, la riabilitazione risulta lunga e complessa ed il dolore post-operatorio possibile. Il paziente deve essere informato preventivamente di questi aspetti e dell’ipotetico recupero della funzionalità (strettamente legato alla qualità dei tessuti), allo scopo di non creare false aspettative. Il lungo periodo riabilitativo, l’eventuale dolore, i lenti progressi possono destabilizzare le forti motivazioni del paziente, le quali devono essere sempre presenti e continuamente stimolate.
La tecnica artrotomica prevede la tenotomia parziale della parte superiore del tendine del gran pettorale, la sezione del sottoscapolare e della capsula articolare sottostante.
A livello riabilitativo, ciò si riflette nel più cauto recupero dell’extrarotazione passiva, per il rispetto delle suture anteriori e nel più lento ritorno della forza in intrarotazione.
L’uso della cementazione del canale e, in caso di artroprotesi, della cementazione della glena, per le caratteristiche che il cemento presenta (forte resistenza alla compressione e scarsa resistenza alla trazione), sconsigliano l’attuazione delle tecniche di pompage articolare (almeno per il primo mese post-chirurgico).
La pressione negativa, generata dalle ripetute trazioni, potrebbe esercitare delle forze nocive, in particolar modo per la porzione protesica glenoidea.

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