Neutropenia in Ematologia e Porpora idiopatica trombocitopenica – 7 Novembre 2014

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Informazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 6,3
Data:  7 Novembre 2014
Location: Barletta
Destinatari: Medici di Medicina Generale – Specialisti in Ematologia – Oncologia – Radiodiagnostica – Radioterapia – Infermieri

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La Neutropenia e la Neutropenia Febbrile rappresentano complicanze importanti e frequenti della chemioterapia mielotossica usata per trattare i pazienti affetti da neoplasie ematologiche.
La Neutropenia Febbrile ha un sostanziale impatto sulla gestione del paziente, non solo perché un paziente con Neutropenia Febbrile ha maggiore possibilità di ricevere un trattamento chemioterapico con una RDI (Relative Dose Intensity) sub-ottimale ma anche perché la NF di per se è un’emergenza medica associata a sostan-ziale rischio di morbidità, mortalità e ospedalizzazione.

La pubblicazione e la diffusione di nuovi dati scienti-fici relativi all’ITP, l’esperienza clinica maturata con i TPO-mimetici, rappresentano nuovi elementi di discussione sulla gestione pratica di questa patologia.

Un ampio numero di studi ha dimostrato che, usati in profilassi nei pazienti adeguati, i G-CSF ed il PEG-GCSF sono in grado di ridurre la durata della Neutro-penia e dell’incidenza di Neutropenia Febbrile.
La corretta identificazione del paziente a rischio di Neutropenia Febbrile, unita alla conoscenza del ruolo biologico e degli aspetti di farmacologia dei G-CSF, risulta cruciale per comprenderne le modalità d’uso.

Descrizione

neutropeniaInformazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 6,3
Data:  7 Novembre 2014
Location: Barletta
Destinatari: Medici di Medicina Generale – Specialisti in Ematologia – Oncologia – Radiodiagnostica – Radioterapia – Infermieri

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La Neutropenia e la Neutropenia Febbrile rappresentano complicanze importanti e frequenti della chemioterapia mielotossica usata per trattare i pazienti affetti da neoplasie ematologiche.
La Neutropenia Febbrile ha un sostanziale impatto sulla gestione del paziente, non solo perché un paziente con Neutropenia Febbrile ha maggiore possibilità di ricevere un trattamento chemioterapico con una RDI (Relative Dose Intensity) sub-ottimale ma anche perché la NF di per se è un’emergenza medica associata a sostan-ziale rischio di morbidità, mortalità e ospedalizzazione.

La pubblicazione e la diffusione di nuovi dati scienti-fici relativi all’ITP, l’esperienza clinica maturata con i TPO-mimetici, rappresentano nuovi elementi di discussione sulla gestione pratica di questa patologia.

Un ampio numero di studi ha dimostrato che, usati in profilassi nei pazienti adeguati, i G-CSF ed il PEG-GCSF sono in grado di ridurre la durata della Neutro-penia e dell’incidenza di Neutropenia Febbrile.
La corretta identificazione del paziente a rischio di Neutropenia Febbrile, unita alla conoscenza del ruolo biologico e degli aspetti di farmacologia dei G-CSF, risulta cruciale per comprenderne le modalità d’uso.

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