Applicazione del Taping Kinesiologico nella traumatologia sportiva: 7/8/9 Novembre 2014

385,00

Informazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 30
Data:  7 – 8 – 9 Novembre 2014
Location: Catania
Destinatari: Fisioterapisti – Studenti del 3° anno iscritti al Corso di Laurea in Fisioterapia

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Il taping è nato nei primi anni ‘60, quando, si è sviluppata una grande ricerca per indagare su cause ed effetti delle debolezze muscolari.

Da allora, quasi ogni anno, si sono aggiunte nuove conoscenze, che hanno permesso di aprire nuovi orizzonti diagnostici e terapeutici. Il sistema, così ingegnosamente ideato dal dott. Goodheart, è stato denominato Kinesiologia applicata. La semeiotica classica è estremamente miope in quanto studia segni e sintomi di un organo o apparato senza essere in grado di evidenziarne le interrelazioni esistenti sotto il profilo energetico e riflessogeno.

La novità introdotta dalla kinesiologia applicata consiste nell’evidenziazione del rapporto tra tono muscolare, postura e stato di salute. Il taping kinesiologico si colloca in sintonia con questa visione globale del corpo, in quanto stimolo che assiste l’organismo a mettere in azione i meccanismi naturali di auto-guarigione, nel rispetto di una visione globale e tridimensionale.

Il taping kinesiologico è usato nello sport prima, durante e dopo il gesto atletico: prima e durante l’attività sportiva per preparare e prevenire, dopo per defaticare. Nella fisioterapia generale è applicato come terapia “aggiuntiva“ alle tecniche riabilitative specifiche. L’innovazione tecnica di questa metodica, derivata dalla scienza della chinesiologia, si basa sulle naturali capacità di guarigione del corpo, stimolate dall’attivazione del sistema “neuro-muscolare” e “neuro-sensoriale”, secondo i nuovi concetti di neuroscienza.
In posturologia le applicazioni di taping kinesiologico continuano lo stimolo attivato dalle terapie di rieducazione posturale specifiche, anche dopo i vari trattamenti terapeutici.

Nelle patologie circolatorie ha la funzione di favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso, attivando una notevole risposta linfodrenante. Nelle patologie vertebrali e nelle rachialgie, oltre a un notevole effetto decontratturante, si può avere un buon effetto stabilizzante nelle patologie che lo richiedono. Una corretta postura è data dall’equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti e da una loro armonica attività durante il movimento. Se ciò non avviene, si potranno osservare squilibri strutturali legati alla contrattura e/o alla debolezza di determinati fasci muscolari. Quando si riscontra un muscolo contratto è prassi comune cercare di ottenerne il rilasciamento mediante diverse tecniche farmacologiche (miorilassanti) e fisioterapiche (massaggi, applicazioni di calore, elettrostimolazioni ecc.) che, nella maggioranza dei casi, avranno risultati solo temporanei e parziali. Questo perché, come il dott. Goodheart (1960) ha brillantemente dimostrato, la contrattura è secondaria alla debolezza del muscolo antagonista. La kinesiologia applicata permette, una volta riconosciuta la causa di questa debolezza, di porvi rimedio, ottenendo sia la scomparsa definitiva della contrattura sia, conseguentemente, il ripristino della corretta postura.

Le applicazioni del taping kinesiologico usano la tecnica correttiva meccanica e/o sensoriale, che favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell’area da trattare e riduce l’eccesso di calore e di sostanze chimiche presenti nei tessuti riducendo, quindi, l’infiammazione.
In questi ultimi anni si è sviluppata un’ampia ricerca e sperimentazione, partendo dai principi base originali che hanno generato diverse scuole di pensiero sul metodo, quindi diverse impostazioni e gruppi di studio specifici.

Il taping kinesiologico agisce sul corpo con un drenaggio costante per 24 ore. Questo metodo implica un bendaggio sopra e intorno ai muscoli per assistere, dare supporto o prevenire un’eccessiva contrazione, garantendo una buona libertà di movimento. Il principio di partenza è che i muscoli sono una parte molto importante del corpo umano e non solo per il movimento, ma anche per il controllo del flusso venoso e linfatico. Il taping kinesiologico deve essere visto come una terapia aggiuntiva, che aiuta nel processo riabilitativo e non come una terapia elettiva, prescindendo che la diagnosi deve essere corretta. La fase di osservazione iniziale del paziente risulta importantissima per la buona riuscita del bendaggio con la metodica del taping kinesiologico, sempre nel rispetto del principio della globalità.

Questo metodo è basato sull’applicazione di un nastro elastico che stimola il processo di guarigione naturale, assistendo il corpo nell’attivazione dei processi fisiologici dei tessuti traumatizzati, e lo riporta nello stato di salute. Tutti gli organismi hanno una capacità innata (determinata geneticamente) di auto-regolazione, che permette il raggiungimento di un equilibrio omeostatico e di una possibilità di auto-guarigione. In risposta a un’aggressione esterna, il corpo inizia un processo di “riparazione-rimodellamento” attraverso la risposta infiammatoria.

Descrizione

Taping-640x452Informazioni
Provider ECM: AV Eventi e Formazione
Crediti ECM: 6,3
Data:  7 – 8 – 9 Novembre 2014
Location: Catania
Destinatari: Fisioterapisti – Studenti del 3° anno iscritti al Corso di Laurea in Fisioterapia

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Il taping è nato nei primi anni ‘60, quando, si è sviluppata una grande ricerca per indagare su cause ed effetti delle debolezze muscolari.

Da allora, quasi ogni anno, si sono aggiunte nuove conoscenze, che hanno permesso di aprire nuovi orizzonti diagnostici e terapeutici. Il sistema, così ingegnosamente ideato dal dott. Goodheart, è stato denominato Kinesiologia applicata. La semeiotica classica è estremamente miope in quanto studia segni e sintomi di un organo o apparato senza essere in grado di evidenziarne le interrelazioni esistenti sotto il profilo energetico e riflessogeno.

La novità introdotta dalla kinesiologia applicata consiste nell’evidenziazione del rapporto tra tono muscolare, postura e stato di salute. Il taping kinesiologico si colloca in sintonia con questa visione globale del corpo, in quanto stimolo che assiste l’organismo a mettere in azione i meccanismi naturali di auto-guarigione, nel rispetto di una visione globale e tridimensionale.

Il taping kinesiologico è usato nello sport prima, durante e dopo il gesto atletico: prima e durante l’attività sportiva per preparare e prevenire, dopo per defaticare. Nella fisioterapia generale è applicato come terapia “aggiuntiva“ alle tecniche riabilitative specifiche. L’innovazione tecnica di questa metodica, derivata dalla scienza della chinesiologia, si basa sulle naturali capacità di guarigione del corpo, stimolate dall’attivazione del sistema “neuro-muscolare” e “neuro-sensoriale”, secondo i nuovi concetti di neuroscienza.
In posturologia le applicazioni di taping kinesiologico continuano lo stimolo attivato dalle terapie di rieducazione posturale specifiche, anche dopo i vari trattamenti terapeutici.

Nelle patologie circolatorie ha la funzione di favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso, attivando una notevole risposta linfodrenante. Nelle patologie vertebrali e nelle rachialgie, oltre a un notevole effetto decontratturante, si può avere un buon effetto stabilizzante nelle patologie che lo richiedono. Una corretta postura è data dall’equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti e da una loro armonica attività durante il movimento. Se ciò non avviene, si potranno osservare squilibri strutturali legati alla contrattura e/o alla debolezza di determinati fasci muscolari. Quando si riscontra un muscolo contratto è prassi comune cercare di ottenerne il rilasciamento mediante diverse tecniche farmacologiche (miorilassanti) e fisioterapiche (massaggi, applicazioni di calore, elettrostimolazioni ecc.) che, nella maggioranza dei casi, avranno risultati solo temporanei e parziali. Questo perché, come il dott. Goodheart (1960) ha brillantemente dimostrato, la contrattura è secondaria alla debolezza del muscolo antagonista. La kinesiologia applicata permette, una volta riconosciuta la causa di questa debolezza, di porvi rimedio, ottenendo sia la scomparsa definitiva della contrattura sia, conseguentemente, il ripristino della corretta postura.

Le applicazioni del taping kinesiologico usano la tecnica correttiva meccanica e/o sensoriale, che favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell’area da trattare e riduce l’eccesso di calore e di sostanze chimiche presenti nei tessuti riducendo, quindi, l’infiammazione.
In questi ultimi anni si è sviluppata un’ampia ricerca e sperimentazione, partendo dai principi base originali che hanno generato diverse scuole di pensiero sul metodo, quindi diverse impostazioni e gruppi di studio specifici.

Il taping kinesiologico agisce sul corpo con un drenaggio costante per 24 ore. Questo metodo implica un bendaggio sopra e intorno ai muscoli per assistere, dare supporto o prevenire un’eccessiva contrazione, garantendo una buona libertà di movimento. Il principio di partenza è che i muscoli sono una parte molto importante del corpo umano e non solo per il movimento, ma anche per il controllo del flusso venoso e linfatico. Il taping kinesiologico deve essere visto come una terapia aggiuntiva, che aiuta nel processo riabilitativo e non come una terapia elettiva, prescindendo che la diagnosi deve essere corretta. La fase di osservazione iniziale del paziente risulta importantissima per la buona riuscita del bendaggio con la metodica del taping kinesiologico, sempre nel rispetto del principio della globalità.

Questo metodo è basato sull’applicazione di un nastro elastico che stimola il processo di guarigione naturale, assistendo il corpo nell’attivazione dei processi fisiologici dei tessuti traumatizzati, e lo riporta nello stato di salute. Tutti gli organismi hanno una capacità innata (determinata geneticamente) di auto-regolazione, che permette il raggiungimento di un equilibrio omeostatico e di una possibilità di auto-guarigione. In risposta a un’aggressione esterna, il corpo inizia un processo di “riparazione-rimodellamento” attraverso la risposta infiammatoria.

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